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La mastoplastica riduttiva

Perché sottoporsi alla mastoplastica riduttiva?

Dolori alla schiena, problemi respiratori, irritazioni cutanee, difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane: sono tutti sintomi che possono essere associati a una eccessiva dimensione del seno. 

Se anche tu hai riscontrato qualcuna di queste difficoltà prosegui nella lettura, sappiamo come aiutarti! (Spoiler: intervento mastoplastica riduttiva!)

I motivi

L’intervento di mastoplastica riduttiva consiste appunto nella riduzione del seno e nel rimodellamento dei nuovi volumi: non è un’operazione conosciuta come la mastoplastica additiva, ma è comunque abbastanza comune e produce numerosi benefici nelle pazienti che decidono di sottoporvisi. 

Oltre ai motivi prettamente fisici e di salute visti poco fa, spesso le donne decidono di ridurre le dimensioni del seno anche per motivi estetici e psicologici come la bassa autostima, l’insoddisfazione davanti alla propria immagine, la difficoltà nel trovare gli indumenti delle giuste dimensioni. 

Così come la scelta di sottoporsi all’operazione di masto riduttiva è del tutto personale, lo sono anche le condizioni di partenza e i risultati che si vogliono ottenere: anche un seno considerato di dimensioni medie potrebbe causare problemi e disagi.  

Quando il volume da rimuovere supera determinati parametri ci troviamo di fronte a una cosiddetta gigantomastia: nel caso in cui la paziente su cui si interviene subisce una riduzione di almeno un chilo di tessuto per ciascun seno, l’operazione è mutuabile. Per fare un esempio pratico una tale quantità di materia corrisponde generalmente a una settima misura. 

A che età ci si può sottoporre alla mastoplastica riduttiva?

Non ci sono limiti di età per affrontare l’intervento: è sempre consigliabile attendere il completo sviluppo del seno, che avviene tra i 16 e i 18 anni. 

In base all’età esistono due tipologie di pazienti: quelle più giovani, affette da una ipertrofia chiamata virginale, nelle quali la grandezza del seno è imputabile soprattutto alla componente ghiandolare.
Il secondo gruppo è costituito da donne meno giovani, nelle quali l’aumento del volume del seno si ricollega allo sviluppo del tessuto adiposo in seguito a un aumento di peso, a una gravidanza oppure alla menopausa.  

L’importanza di pianificare l’intervento di riduzione del seno

La mastoplastica riduttiva è un intervento comune ed eseguito di frequente, ma comunque invasivo per il paziente. Per questo motivo lo stato di salute delle pazienti deve essere valutato molto attentamente tramite un’accurata visita specialistica: è indispensabile stabilire se ed escludere la presenza di fattori che potrebbero compromettere il buon esito dell’operazione.  

Un altro aspetto fondamentale nella riduzione del seno è la valutazione del volume da rimuovere e dell’aspetto che si vuole ottenere. Spesso, soprattutto nei casi di gigantomastia, le pazienti vorrebbero ridurre tutto il volume in una sola volta: questo non è sempre possibile e i parametri da valutare nella scelta sono diversi. 

In primo luogo bisogna tener presente che la grandezza delle cicatrici dipende dalla percentuale di tessuto rimosso, quindi la cicatrice sarà più o meno grande in base al volume asportato. Bisogna poi prendere in considerazione la fisicità della paziente, per cui il seno dovrebbe essere in armonia con il resto del corpo.

Dopo la mastoplastica riduttiva: cicatrici e durata

A tal proposito, in seguito a un intervento di riduzione del seno, le cicatrici presentano la forma di una T rovesciata e, come per ogni cicatrice, appaiono inizialmente di una tonalità rosso viva e molto appariscenti. È una cosa normale, il colore tende a schiarirsi nel tempo e il segno a essere meno visibile, se così non dovesse essere ci si può sottoporre a una piccola operazione in anestesia locale, per dare alla cicatrice un aspetto migliore.

Come per ogni intervento di chirurgia, anche nel caso della mastoplastica riduttiva, la durata non può essere stabilita e dipende da fattori strettamente personali genetici, ma anche dallo stile di vita e dalle abitudini alimentari. In generale è stato stabilito che una piccola riduzione del seno ha una durata maggiore in confronto a quanto il tessuto asportato è in grandi quantità. In ogni caso è possibile intervenire con qualche azione di “recupero” se ce ne fosse la necessità. 

Abbiamo visto che ogni caso è personale, ogni intervento di mastoplastica riduttiva ha obiettivi diversi che possono andare da una piccola riduzione del seno all’asporto di una cospicua quantità di tessuto.

L’obiettivo primario del chirurgo rimane comunque l’eliminazione dei problemi causati da un seno di grandi dimensioni e quindi il benessere della paziente: questo può avvenire solo con un’attenta analisi del caso, esperienza e conoscenza delle varie tecniche e perciò una pianificazione corretta dell’intervento.

Se ti ritrovi nei sintomi della gigantomastia e vorresti avere qualche informazione sulla mastoplastica riduttiva non esitare a contattarci, ci prenderemo cura di te!

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